Disperazione…

venerdi 8 gennaio 2010

L’immagine
Mi acceca
Ed ecco, la disperazione più cupa che mi potesse mai colpire
Colpisce
Ed implacabile si addentra nel profondo, come lama di stiletto
Perfora
Il dolore insostenibile non e’ frutto della piaga ma della consapevolezza.
E mi uccide.

kate

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~ di kate su 8 gennaio 2010.

21 Risposte to “Disperazione…”

  1. Credi in te e non ci sarà disperazione che possa oscurare il sole che brilla dentro il cuore.
    E se ti senti sola cerca le luci che sempre brillano in torno a te.
    Ciao

  2. Allora credi in qualcuno che te la possa mostrare.
    L’importante è non cedere alla tentazione di lasciarsi andare.
    Un abbraccio sincero.
    Spazio

    • E chi può mostrare la luce a qualcun altro?
      Chi si prende la responsabilità?
      A volte neanche le persone che ci sono più vicine lo fanno!
      Un abbraccio a te

  3. Molte volte lo fanno quelli più “lontano”, più distanti, magari non direttamente ma solo con il loro modo di essere. Molte volte lo fanno quelli che hanno provato il tuo stesso dolore, quel dolore che incide e sembra dilaniare le forze, che soffoca i pensieri ed addensa solo scenari di impossibili vie di uscita. Ma poi il dolore comincia a placarsi, si scava un pò e si raccoglie quello che ancora può servire. Ci si rende conto che la propria mano va giocata fino in fondo perchè la vita ci chiede soltanto questo, di non diffidare mai della nostra capacità di speranza e di certezza che nel mondo c’è un grande posto anche per noi.
    Ciao e perdonami l’insistenza! 😉

    • Grazie della tua insistenza…mi da forza sapere che persone che non conosco sono lì chissà dove per dirmi qualcosa che può aiutare proprio me…non scusarti…anzi…lo apprezzo moltissimo!

  4. L’immagine è tremenda, cruda e rende in assoluto il senso della propria consapevolezza, ma se la consapevolezza ferisce, lacera, ferisce, nel medesimo tempo è l’arma giusta per prendere possesso del proprio dolore e piano piano iniziare a gestirlo in modo da far si che faccia sempre di più meno male, fino forse a scomparire del tutto.

    Se guardi l’immagine che hai postato e che rende assolutamente bene il dolore ed il senso di vuoto, di solitudine e di isolamento che la disperazione porta con se, puoi facilmente immaginare che in fondo basta un semplice gesto per iniziare a capovolgere tutto il senso di cui è pregna, ossia se quell’uomo accartocciato su se stesso anziché rendersi ermetico nel richiudersi in se stesso si aprisse anche solo con un gesto minimo, per esempio allungare un braccio ed aprire una mano, tutto inizierebbe a cambiare.

    Noi quasi mai sappiamo essere felici…è vero perché in fondo siamo meno perfetti di quello che pensiamo e crediamo, esiste una grande verità che pochi riescono a fare propria, che tanta fatica costa l’essere infelice quanta in egual misura ne costa l’essere felice, non un po’ di più ne un po’ di meno, questo è un grande segreto, dipende solo da una nostra piccola e semplice decisione..

    Io ho ripetutamente e in più occasioni voluto rimarcare una delle poche certezze della mia vita, ossia che il grande segreto non è il capire la complementarietà dell’infelicità e della felicità, ma della assoluta equità nella fatica che occorre per viverle, tanta fatica e sofferenza occorre per vivere l’infelicità quanta ne occorre per vivere la felicità, sembra incredibile ma è così, quindi se la fatica e la sofferenza sono assolutamente uguali, tanto vale dedicarsi alla felicità, non ti pare?
    Forse il mio pensiero sembra averla buttata troppo sul facile, come se l’essere felici oppure no dipendesse unicamente dallo schiacciare un ipotetico pulsante per fare cambiare le cose, ma la verità quella più vera non è così distante, il mio modo di vedere il senso della vita recita che noi nel nostro vivere ci ritroviamo in un certo punto assolutamente insignificante di una strada a forma elicoidale, fatta a spirale insomma, ma la particolarità e l’utilità dello scoprire e ammettere a se stessi di trovarsi in quella strada con quella strana forma è che in effetti è assolutamente vero che se si riesce a prenderne coscienza di come è fatta quella strada la fatica per percorrerla è perfettamente uguale sia nel lasciarsi andare verso il basso (il dolore), sia nel risalirla verso l’alto (il non dolore), quindi dove sta l’arcano, sta unicamente nel prendere coscienza di se, se ci si riesce, all’improvviso sarà come trovarsi di fronte ad un bivio con la consapevolezza che da una parte c’è la sofferenza certa, dall’altra anche solo la speranza della non sofferenza, quindi dipende tutto ed unicamente dalla nostra capacità di prendere una decisione, o di qua o di la, la fatica e la sofferenza nel percorrerla saranno assolutamente uguali ma scegliere l’una o l’altra strada fa senza ombra di dubbio la differenza, e la non sofferenza forse non è la felicità ma un qualcosa che rassomiglia molto alla serenità che è la cosa più somigliante alla utopia e all’idea che noi umani abbiamo della felicità.

    Alanford50

  5. P.S. dimenticavo, che quella scelta su quale parte scegliere in quella famosa strada a forma di spirale è una scelta che puoi decidere di prendere quando più ti fa comodo o quando più ti sentirai forte, e se oggi non ti senti in grado di scegliere e decidere, magari domani o dopodomani andrà meglio, non c’è un giorno migliore dell’altro per farlo, ovviamente prima è meglio è.

    Ciaooo neh!

    • Wow…beh sei stato chiarissimo, ed è così, non mi sento in grado di decidere ora, forse passeranno giorni forse solo un minuto, non so, ma il concetto l’ho capito alla perfezione.
      Un abbraccio sotto il diluvio

  6. Cara Kate,

    sono giorni che ho davanti il tuo post, con quell’immagine che da sé dice tutto, e non riesco a risponderti. Quando è notte, è inutile raccontarti del giorno, non cambia il fatto che sia notte.

    Quando si ha fame non ci si consola pensando al cibo, se non c’è. quello che volevo dirti è che se le tue parole, l’immagine, il solo pensiero della disperazione ha così profondamente colpito noi tutti, è perché tutti sappiamo cosa sia. Tutti ci siamo sentiti così, eppure… eppure siamo qui.

    L’essere umano è forte, l’animo umano resiliente, cadiamo e ci rialziamo, sempre.

    Chi ti può mostrare la luce? Probabilmente nessuno, ma il sole sorge anche se nessuno glielo chiede, e sarà lì anche se nessuno te lo indicherà.

    Coraggio, tanto l’unico grande medico è sempre il tempo.

  7. Ti leggo senza leggere i commenti che hai avuto, ma solo perché vorrei poterti dire qualcosa, senza farmi condizionare da altri, ma ho in mente le tue parole e l’immagine che hai messo, e sono crude entrambe e mi lasciano senza parole.

    Dico soltanto di guardarti dentro e di credere nelle scelte che hai fatto, ma mai senza abbandonare te stessa, perché la consapevolezza del dolore, prima o poi darà spazio a qualcosa di migliore.

  8. Carissima Kate,

    appena letto il tuo post ho deciso di risponderti senza leggere alcun commento. E poi, mentre scrivevo ho visto le prime parole di Arthur che ha avuto lo stesso mio pensiero. Sorrido per questo.

    Ti vedo così ora, raggomitolata su te stessa, nel tuo cuore, nei tuoi pensieri, nelle tue paure. Non so cosa sia disperazione, non perchè io sia più forte o più saggia, ma semplicemente perchè la vita me l’ha tenuta lontana.

    Ripenso a quando mesi fa mi hai inviato una mail in privato parlandomi di te. Io in questi mesi c’ero, ma forse non ti ho compreso come tu avresti avuto bisogno. Non preteso, perchè non è quello, ma avresti avuto bisogno (lo ripeto)

    La forza viene da dentro di noi. C’è li in fondo a noi. E’ tanta, ma a volte non abbiamo l’energia per recuperarla. Intorno a noi tanta gente che ci vuole bene, ma l’energia per utilizzare fino all’ultimo granello della nostra forza viene solo da noi stessi. E allora perchè non chiedere aiuto a qualcuno sopra di noi, qualcuno di immenso che conosce bene la nostra situazione e che è li per aiutarci? Lui c’è sempre. Gli possiamo dare nomi diversi ma è sempre Lui e ci ama.

    Carissima Kate,
    ti abbraccio forte e ti penso intensamente per trasmetterti un granello della mia energia.

    • Grazie a te…e a tutti gli amici che ho scoperto di avere…
      lo so che in questi casi anche la fede qualunque sia il Dio può essere necessaria e ridarci un pò di quella serenità…ma sembra contrapposto al dolore di una malattia (come scrivo da Sol) che ci si chiede perchè sia venuta e perchè stia colpendo in modo diverso più persone della stessa famiglia, senza che si possa confidare la paura per la paura stessa di far preoccupare l’altra persona…è un discorso contorto…ma il maggior dolore è quello, non poter parlare, non poter condividere perchè il male dell’altro è più pericoloso del nostro…
      kate

      • Carissima Kate,

        parlare di disperazione è molto forte. Disperato è colui che non sa più in cosa credere, non sa più a cosa aggrapparsi. Vede solo il precipizio. Tu hai tantissime persone che ti vogliono bene e hai un bene prezioso che ti dovrebbe far trovare sempre la forza per andare avanti. Dio è buono e se il male esiste non è per volere di Dio. Lui ci vorrebbe felici e se ci fosse solo bene anche lui dovrebbe tribolare meno. Io ci sono e se hai bisogno di qualsiasi cosa sai dovre trovarmi.

        Mony

      • …Si so dove trovarti…tvb

  9. E l’immagine rende l’idea , buca il monitor … arriva dritto al centro del dolore , quello che ti fa venire le rughe sulla fronte , che ti fa storcere il labbro e ti fa , in qualche modo , pur indirettamente , percepire quel dolore ! Stringi i pugni Kate … la vita è una sfida , dobbiamo solo essere pronti ad accettarla!

    Un bacio

    • Lo so ma qui la sfida riguarda il male, e con quello è difficile stringere i pugni…la debolezza come la disperazione ci attanaglia…

  10. Un passaggio veloce, solo per dirti: buon fine settimana.

    Un abbraccio!

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