“Arbeit macht frei”…

sabato 19 dicembre 2009

“il lavoro rende liberi…di morire!”

« Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. »

(Elie Wiesel, tratto da La notte. Wiesel fu rinchiuso ad Auschwitz all’età di 15 anni)



Con il termine campo di concentramento di Auschwitz Birkenau si identifica genericamente l’insieme di campi di concentramento e il campo di sterminio costruiti durante l’occupazione tedesco nazista della Polonia nei pressi della cittadina polacca di Oswiecim (in tedesco Auschwitz) che si trova a circa 60 chilometri ad ovest di Cracovia.

Il complesso concentrazionario di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di “soluzione finale della questione ebraica” – eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio del popolo ebraico (anche se nel campo trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) – divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio. Oggi quel che resta di quel luogo è patrimonio dell’umanità.

Auschwitz/ Agenti al lavoro, rafforzati controlli alle frontiere dopo il furto che ministro Esteri tedesco definisce “un atto vergognoso”

Auschwitz (Polonia), 19 dic. (Ap) – Dopo il furto della celebre iscrizione “Arbeit macht frei” (“Il lavoro rende liberi”), avvenuto ieri mattina all’ingresso dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, il governo di Varsavia ha annunciato di avere rafforzato i controlli alle frontiere e negli aeroporti per ritrovare uno dei più importanti simboli della barbarie nazista. Intanto, mentre si avvicina la ricorrenza del 27 Gennaio, in cui si celebra la Giornata della memoria, che ricorda le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo nel giorno in cui furono abbattuti i cancelli di Auschwitz, migliaia di poliziotti danno la caccia ai ladri profanatori. La polizia sta esaminando i video delle telecamere e privilegia l’ipotesi di un furto su commissione, opera di professionisti che potrebbero aver agito per conto di un ricco mandante. “Gruppi estremisti, o folli collezionisti di cimeli del Terzo Reich” come ha suggerito ieri una portavoce delle forze dell’ordine. La portavoce del ministero dell’Interno Wioletta Paprocka ha precisato che i controlli sono stati rafforzati alle frontiere orientali del Paese, con l’Ucraina e la Bielorussia. La vigilanza è stata potenziata anche negli aeroporti per ritrovare l’insegna metallica. Il museo del campo di sterminio nazista di Auschwitz ha promesso inoltre una ricompensa di circa 25mila euro (100mila zloty) per ogni informazione che possa contribuire al ritrovamento della storica iscrizione. Reazioni di sdegno si sono susseguite in tutto il mondo, a partire da Israele dove il presidente Shimon Peres si è detto “profondamente scioccato”. Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha definito il furto “un atto vergognoso”. Elie Wiesel, scrittore, premio Nobel per la pace nel 1986 ed ex deportato nel campo di concentramento, ha scritto su Repubblica che il furto è un “incidente criminale”, compiuto da ladri “nemici della memoria”.

kate

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~ di kate su 19 dicembre 2009.

18 Risposte to ““Arbeit macht frei”…”

  1. Alle volte succedono delle cose che è difficile commentare.

    L’animo umano è complesso, alle volte balordo e incasinato, alle volte privo di qualsiasi cosa che lo faccia somigliare ad un uomo.

    Ciao Kate, buona domenica.

  2. Buon oggi kate, come vedi passando dal pc di casa e dal nostro dolcissimo Art passo anche da te. Permettimi di trascrivere queste due righe, vere come non mai in parecchi di noi.
    “Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.”
    Purtroppo ogniuno di noi ha il suo vissuto, e molti lo hanno proprio vissuto e finito così.
    Passa a prendere il caffè qualche volta, mi fa piacere e ti aspetto a braccia aperte nella mia tana c’è il camino sempre acceso di inverno.
    Baci baci folletta

  3. Gli eterni ricorsi della storia, Goya diceva:”Il sonno della ragione genera i mostri”.Siamo accerchiati da mostri e non lo sappiamo.
    Non ricordo se era Sartre diceva:Se Dio non esiste tutto è concesso…
    Un grande dolore è per me l’avvenimento che hai postato …buonasera!!!Jeff

    • Anche per me è molto doloroso ricordare le sofferenze di questo popolo che amo moltissimo…è la cosa più dolorosa è che tutte quelle morti non sono servite a nulla..il mondo non ha capito nulla e ha tenuto gli occhi ben serrati per ricordare solo quando è costretto.
      Ben arrivato nella mia casa kate

  4. Kate, mi sono soffermata un attimo a leggere il tuo primo post, domani appena ho un momento ti mando una mail. Ti abbraccio ancora più forte e ti mando un milione di baci baci Folletta

  5. Non occorrono simboli per ricordare.
    Il ricordo simao noi.

    In ogni caso gli imbecilli sono stati arrestati.

    • E per fortuna sono stati arrestati….lo so che il ricordo siamo noi ma molti ragazzi giovani non sanno e non hanno vissuto, perchè quindi non ricordare insieme?

  6. “Che l’uomo non dimentichi le atrocità di cui è stato capace, perdendo il coraggio di essere uomo.”

    Un sincero augurio di giornate serene, in cui il sorriso sia un contagio per chi ti è vicino e possa scaldare anche chi sente un pò di freddo nel cuore.
    Ciao

  7. “Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case
    Voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    Che lavora nel fango
    Che non conosce pace
    Che lotta per mezzo pane
    Che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    Senza capelli e senza nome
    Senza più forza di ricordare
    Vuoti gli occhi e freddo il grembo
    Come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per la via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli…”

    grazie Kate per farci ricordare…

  8. Passo per farti anch’io gli auguri di un Natale sereno e felice con il tuo bimbo.

    Se passi da me, troverai un augurio un po’ insolito quest’anno.

    Auguri ancora e un abbraccio.

  9. Carissima Kate,

    mai dimenticherò quando per la prima volta sono andata a Dachau. Ad Auschwitz ci sono andata solo qualche anno fa. Avevo diciottanni e durante un viaggio con i miei genitori non ho potuto non andarci. Obbligata da mio padre e mi ha fatto anche fare le foto. Non ho bisogno di guardarle perchè mi sono entrate nell’anima.

    Mai dimenticherò quando ho letto il DIARIO DI ANNA FRANK. Sono parole che ti entrano nel prodondo dell’anima.

    Credo in Dio ma ci sono cose che non si possono commentare. Ricorderò sempre parole che il mio sacerdote mi ha regalato qualche mese fa: Dio è buono è l’uomo che spesso non lo è. Il male non viene da Dio, viene dall’uomo.

    Un abbraccio mio cara amica. Come ti ho già scritto da me leggo costantemente il tuo blog ma per come sono fatta io non sempre riesco a lasciare segno del mio passaggio. E’ un momento difficile della mia vita ma felice. Ti voglio bene e sei nei miei pensieri.

    Monica

    • Non preoccuparti…anch’io ti voglio bene…e ti penso sempre, speriamo che questa sera ci sarai anche tu però con la tua scopa per consegnare i doni ai bimbi eh!
      Baci baci

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